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I disturbi dello spettro autistico

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Quando si può realmente parlare di autismo in un bambino?

I disturbi dello spettro autistico hanno una natura talmente ampia e varia che spesso diventa difficile arrivare a una diagnosi corretta, in particolar modo se non si avvia una stretta collaborazione tra medici, genitori e insegnanti, importantissima durante la fase di diagnosi.

L’autismo è una malattia legata al neurosviluppo, che risulta compromesso in due aree principali: quella della capacità di comunicazione e interazione sociale e quella delle attività e degli interessi.

Nel primo caso, il bambino mostra di non accettare stimoli esterni dall’interazione e dalla condivisione di momenti di gioco con i genitori, i fratellini o i compagni d’asilo, e sembrerà ignorare totalmente ciò che dicono o non rispondere alle domande che gli vengono fatte.

Il bambino può apparire in difficoltà nell’esprimersi, dando vita a dubbi sulla sua capacità di gestire il linguaggio, di saper parlare o di riuscire a sentire. In occasioni diverse, può non capire cosa gli viene detto, e ha difficoltà a cogliere sfumature del linguaggio come ironia o divertimento.

Nel caso di compromissione degli interessi e delle attività, gli scenari possibili sono due: il bambino non è stimolato da nessun gioco o proposta, o resta affascinato da un solo elemento cui tende ad affezionarsi in maniera spropositata.

Può succedere, ad esempio, che ripeta sempre lo stesso gioco per ore, e che desideri giocare solo con quello, reiterando gli stessi movimenti e lo stesso stile di gioco per troppo tempo consecutivamente.

I bambini autistici tendono inoltre ad aderire alla stessa routine e a volerla riproporre con estrema attenzione durante la propria giornata. I movimenti sono replicati, quasi meccanici, e reagiscono in maniera negativa alla proposta di un cambiamento.

I disturbi dello spettro autistico non sono di facile identificazione. Poiché spettro autistico è una “categoria ombrello” che racchiude eterogenee manifestazioni, non tutti i bambini presentano le stesse caratteristiche e con la stessa intensità. Contattare un professionista, come gli psicologi infantili di CEDAP, è il primo passo per iniziare uno studio serio sui comportamenti del bambino e aiutarlo nella maniera corretta.